War Work: 8 Songs with Film

War Work: 8 Songs with Film - cinemAnemico

War Work: 8 Songs with Film

(War Work: otto musiche con film)

 

WAR WORK è  un’installazione formata da una serie di video basati su materiali d’archivio della Grande Guerra. Le immagini dei corpi straziati dei soldati, girate in Gran Bretagna, Francia e Germania, si alternano ai filmati  fanatici della campagna di reclutamento, a immagini del movimento Dadaista e a testi di poeti espressionisti. Il film è accompagnato da una colonna sonora appositamente scritta, a volte suonata dal vivo dalla Michael Nyman Band, altre volte registrata.    

 

Riutilizzando i filmati d’archivio, Michael Nyman, riporta in vita ciò che è ormai scomparso dalla memoria:  soldati sconosciuti, corpi senza identità o, per chi è risultato disperso in guerra, identità senza corpi. Allo stesso modo, risale alle idee del movimento Dadaista, che traeva ispirazione dai campi di battaglia con un vocabolario assurdo. Nyman attinge però anche da altre fonti, poiché è stato profondamente impressionato dagli scritti strazianti di August Stramm, uno dei primi poeti espressionisti tedeschi, morto al fronte nel 1915.

 

Le “8 Songs” formano un ciclo di melodie che si ispirano a una serie di componimenti del poeta francese Gaston de Ruyter dal titolo "Chansons vieilles sur d'autres airs", ovvero “Vecchie canzoni su altre arie”. Vi sono compresi testi di poeti della Prima guerra mondiale, tra cui David Bomberg, Isaac Rosenberg e Alfred Lichtenstein.

 

Questo “film con musica” ricorda le sonorizzazioni di film muti già realizzati da Nyman e, da un punto di vista tematico, è legato  ad alcune sue opere che hanno una prospettiva utilitaristica sul corpo, come "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" e "Facing Goya".

 

"War Work: 8 Songs with Film" (2014) è stato diretto e composto da Michael Nyman, e curato da Max Pugh, ma la versione in questa forma a sette schermi è la prima esecuzione mondiale.

 

 

War Work: 8 Songs with Film

 

War Work is a series of interlocked films built from contemporary archive material from the Great War. Filmed in Great Britain, France and Germany, the broken bodies of soldiers are juxtaposed with unbridled recruitment propaganda films, images from the Dada movement and expressionist poetry. The film is accompanied with a specially written score sometimes played live by the Michael Nyman Band, othertimes as a recorded soundtrack.

 

Recycled from archive films, Michael Nyman brings everything back to life which has faded from memory: unknown soldiers - simple bodies without identity - or those who disappeared during the war - identities without bodies. In this way, he reaches back to the ideas of the Dadaist movement, when battlefields provided inspiration for an absurdist vocabulary. Nyman also draws from other sources, having been greatly moved by the heart-rending writings of August Stramm, who was one of the earliest German expressionists and who died at the front in 1915.

 

The "8 Songs” referred to form a song cycle and reference a series of songs by French poet Gaston de Ruyter titled "Chansons Vieilles Sue D’Autres Airs” that is "Old Songs To Other Tunes". They include lyrics from First World War poets including David Bomberg, Isaac Rosenberg and Alfred Lichtenstein.

 

This "film with music" has created a work reminiscent of Nyman’s silent film compositions and thematically linked to works which have a utilitarian perspective on the body such as "The Man Who Mistook His Wife For a Hat" and "Facing Goya”.

 

"War Work: 8 Songs with Film” (2014) was directed and composed by Michael Nyman, and edited by Max Pugh but this seven screen version is the world premiere of the work in this form.

 

 

20 Settembre ore 21.00 

Sala d'Arme di Palazzo Vecchio concerto

dal 21 al 30 settembre installazione viceo

Ingresso a invito (fino a esaurimento posti) con prenotazione obbligatoria a: info@flamensemble.com

 

Un Insolito Ospite

Un Insolito Ospite - cinemAnemico

Un insolito ospite…

lunedi 19 settembre ore 20.00

cena con M.N. ed a seguire proiezione della versione cinematografica di WAR WORK di Michael Nyman. WAR WORK è un’installazione formata da una serie di video basati su materiali d’archivio della Grande Guerra. Le immagini dei corpi straziati dei soldati, girate in Gran Bretagna, Francia e Germania, si alternano ai filmati fanatici della campagna di reclutamento, a immagini del movimento Dadaista e a testi di poeti espressionisti. Il film è accompagnato da una colonna sonora appositamente scritta, a volte suonata dal vivo dalla Michael Nyman Band, altre volte registrata. 

Riutilizzando i filmati d’archivio, Michael Nyman, riporta in vita ciò che è ormai scomparso dalla memoria: soldati sconosciuti, corpi senza identità o, per chi è risultato disperso in guerra, identità senza corpi. Allo stesso modo, risale alle idee del movimento Dadaista, che traeva ispirazione dai campi di battaglia con un vocabolario assurdo. Nyman attinge però anche da altre fonti, poiché è stato profondamente impressionato dagli scritti strazianti di August Stramm, uno dei primi poeti espressionisti tedeschi, morto al fronte nel 1915.

Le “8 Songs” formano un ciclo di melodie che si ispirano a una serie di componimenti del poeta francese Gaston de Ruyter dal titolo "Chansons vieilles sur d'autres airs", ovvero “Vecchie canzoni su altre arie”. Vi sono compresi testi di poeti della Prima guerra mondiale, tra cui David Bomberg, Isaac Rosenberg e Alfred Lichtenstein.

Questo “film con musica” ricorda le sonorizzazioni di film muti già realizzati da Nyman e, da un punto di vista tematico, è legato ad alcune sue opere che hanno una prospettiva utilitaristica sul corpo, come "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" e "Facing Goya".

"War Work: 8 Songs with Film" (2014) è stato diretto e composto da Michael Nyman, e curato da Max Pugh.
INGRESSO RISERVATO AI SOCI
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

INDIE-PENDENCE DAY (rassegna di cinema indipendente nord americano)

INDIE-PENDENCE DAY (rassegna di cinema indipendente nord americano) - cinemAnemico

Venerdì 7 ottobre 21.30

Prince Avalanche

 

Un film di David Gordon Green. Con Paul Rudd, Emile Hirsch, Lance Le Gault, Joyce Payne, Gina Grande.  Lynn Shelton, Larry Kretschmar, Enoch Moon, David L. Osborne Jr., Danni Wolcott, Morgan Calderoni, Savanna Porter, Juniper Smith Commedia, - USA 2013

Un film che racconta molto con poco. Assurdo, tenero e liberatorio

 Un road-movie a passo d’uomo. Questo è Prince Avalanche, il lento percorso di due persone agli antipodi lungo una sperduta strada texana, attorniata solo da case incenerite e alberi spogli. Due persone che si conoscono appena, e non si apprezzano affatto. Due persone, a loro modo, solitarie, e forse ancora più sole nei momenti in cui sono in compagnia l’una dell’altra. Ma la loro è un’opera di ricostruzione. Della strada, che lentamente percorrono disegnando linee tratteggiate, e della propria vita, che bruscamente interrompono per iniziare questo percorso. David Gordon Green, dopo una serie di film improntati sulla demenzialità, torna a raccontare il profondo sud degli Stati Uniti con un film che fa dei paesaggi e dei silenzi i personaggi comprimari dei due protagonisti, senza però perdere una certa vena comica. Merito anche dei due bravissimi attori, con un Emile Hirsch sempre più in versione giovane Jack Black e Paul Rudd finalmente alla prova con un testo che supera le banali commedie romantiche in cui spesso è impiegato. Senza dimenticare l’avvolgente colonna sonora, che il compositore preferito da Green, David Wingo, ha scritto insieme agli Explosions in the Sky.

 

 

 

 

Venerdì 14 ottobre 21.30

Tangerine

Un film di Sean Baker. Con Kitana Kiki Rodriguez, Mya Taylor, Karren Karagulian, Mickey O'Hagan, James Ransone.  Alla Tumanian, Luiza Nersisyan, Arsen Grigoryan, Ian Edwards, Clu Gulager, Ana Foxx, Scott Krinsky Drammatico, durata 89 min. - USA 2015

Un buddy movie ad altezza di marciapiede che cattura la fluidità dei movimenti rapidi e trova un'intimità autentica con gli attori

C’è un film che ha lasciato tutti a bocca aperta al Sundance Film Festival 2015. Si chiama “Tangerine” e colpisce non tanto per il tema (la storia di un gruppo di prostitute transessuali in una Los Angeles satura di colori) quanto per i mezzi con cui è stato girato. Il regista Sean Baker ha infatti utilizzato 3 iPhone5S, una app da otto dollari che si chiama FilmicPro e un adattatore per lenti per trasporre al meglio le immagini sul grande schermo. A questi mezzi si aggiunge una steadycam, scelta per dare stabilità ad alcune riprese.

 

“È stato sorprendentemente facile. Non abbiamo perso filmati, è stato tutto molto agevole”, ha affermato Baker. “Gli iPhone sono risultati ottimi partner. Tuttavia, anche se si ha una mano ferma, qualche ripresa verrà sempre mossa. Per questo motivo abbiamo utilizzato in alcuni casi la steadycam. Inoltre, se non avessimo avuto a disposizione una serie di lenti anamorfiche Moondog Lab da adattare all’iPhone, non avremmo avuto lo stesso effetto. Il mio obiettivo primario era fare un film con standard cinematografici”. 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 21 ottobre 21.30

Medeas 

 

Un film di Andrea Pallaoro. Con Catalina Sandino Moreno, Brian F. O'Byrne, Mary Mouser, Ian Nelson, Maxim Knight.  Jake Vaughn, Kevin Alejandro, Patrick Birkett, Angel Amaral, Tara Buck Drammatico, durata 97 min. - Italia, Messico 2013

Pallaoro, alla sua opera prima, declina al maschile la tragedia di Euripide, esplorando le debolezze dei suoi personaggi

Nella campagna rurale americana Ennis e Christina vivono coi loro cinque figli. Esigente coi ragazzi e votato a Dio e al lavoro, Ennis trascura la giovane moglie che allaccia una relazione clandestina. Tra una canzone ascoltata in cuffia e una rivista erotica, Ruth e Micah sperimentano intanto la loro adolescenza, sognando un altrove dove vivere i loro primi turbamenti. Assillato dai problemi economici e dalla gelosia per Christina, che elude le sue attenzioni, Ennis compra un televisore nel tentativo di distendere gli animi e riportare l'equilibrio in famiglia. L'ennesimo rifiuto della moglie, a cui reagisce con una tentata violenza, lo getta nel più profondo sconforto. Una domenica, caricati i figli in auto e incassata la determinazione di Christina a restare a casa, fa visita al vecchio padre da cui si congeda molto presto mettendo in atto il suo folle piano. Intanto Christina, consumato un altro amplesso dentro il suo vestito nuovo, li attenderà per cena e per tutta la vita.

Opera prima di Andrea Pallaoro, regista italiano che vive e lavora negli States, Medeas declina al maschile la tragedia di Euripide, inscenando un padre reso pazzo dal negarsi dell'amata, diventata per questo ossessione, nemica e persecutrice. Se la storia è nota, inedito è lo svolgimento che si sottrae alla linearità del racconto, dispiegandosi in quadri e dentro a un paesaggio rurale abbagliante e rarefatto, in cui si muove una famiglia intesa come entità a se stante e priva di qualsiasi legame con il resto della società. L'apparente armonia del prologo si rompe attraverso la rivelazione di verità nascoste, che determinano conflitti insanabili e investono le azioni dei personaggi di un andamento quasi rituale.

La depressione che tormenta il capofamiglia appassisce giorno dopo giorno figli e consorte, invecchiandoli e avvicinandoli alla morte e all'epilogo tragico. Pallaoro non sentenzia sui suoi personaggi, esplorandone le debolezze e confrontandoli con una natura di infinita bellezza. Il suo sguardo, dominato da un diffuso senso di fatalismo, attiva un interessante rapporto con il fuori campo, producendo un'abulia diffusa, una mancanza di slancio, una caduta tendenziale del desiderio che dal genitore si allarga alla moglie e ai figli, in cerca di una passione propria, che sia un fidanzato, un cane, un abbraccio, un amplesso. L'esperienza depressiva del padre riduce i soggetti a oggetto e insinua in seno alla famiglia una tensione destinata a implodere. Se i ragazzi e Christina reagiscono con sentimento all'altro, Ennis si ritira di fronte al mare aperto della vita, raccogliendo la famiglia, e di fatto vincolandola, attorno a un vecchio televisore, che sostituisce il mondo e supplisce la mancata connessione alla realtà. La regia di Pallaoro è abile a concepire e circoscrivere il vuoto che inghiotte il padre di Brían F. O'Byrne, sempre più separato dalla verità e scisso dalla moglie che punisce con un gesto estremo e innaturale.

Le problematiche affettive sollevate da Medeas trovano piena corrispondenza nelle immagini che 'tagliano' l'orrore finalizzato alla distruzione della relazione tra madre e figli. Rivendicando un diritto di proprietà assoluto (di vita e di morte) sulla propria prole, Ennis uccide senza che il mondo intorno finisca con la sua vita e il suo esecrabile narcisismo. 

 

Venerdì 28 ottobre 21.30

Johnny 316 

(Hollywood Salome)

Un film   di Erick Ifergan con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood e Melissa van der Schyff [1998].  

 

Johnny 316 (aka Hollywood Salome) è un film di Erick Ifergan con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood e Melissa van der Schyff [1998]. Ispirato al Salomè di Oscar Wilde, Johnny 316 mette in scena un predicatore di strada (Vincent Gallo) e una giovane parrucchiera (Nina Brosh) in una Hollywood moderna. Dopo aver perso il lavoro, la donna scorge il giovane messaggero di Dio e immediatamente soccombe al suo fascino. Inizia a seguirlo e cerca di convincerlo a cedere a questa nuova storia d’amore.