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FUORI RASSEGNA

FUORI RASSEGNA - cinemAnemico

“Kosovo versus Kosovo” è il resoconto di un viaggio attraverso l’ultimo stato nato in Europa.

Un viaggio di tre settimane durante le quali due giovani giornalisti hanno avuto l’opportunità di raccogliere le opinioni di alcune tra le personalità più in vista delle due parti in causa (tra i quali il Segretario di Stato Serbo per il Kosovo e l’ex leader delle milizie indipendentiste dell’UÇK), ma soprattutto hanno potuto vivere la quotidianità dei villaggi serbi del Paese.

Infatti, nonostante l’indipendenza autoproclamata nel 2008 (ancora non riconosciuta da oltre la metà dei paesi membri dell’Onu e limitata dalla perdurante presenza sul territorio delle missioni di Nato, Onu e Unione Europea), le zone serbe all’interno del Kosovo rimangono realtà parallele. L’area del Paese a nord della città di Mitrovica, abitata quasi esclusivamente da serbi, è parte del nuovo stato soltanto secondo le cartine: al suo interno, infatti, il governo kosovaro non ha alcuna autorità.

Mentre a sud del fiume Ibar, che attraversa Mitrovica segnando, di fatto, il vero confine tra Serbia e Kosovo, circa 50mila serbi vivono in piccoli villaggi monoetnici sparsi un po’ su tutto il territorio. Gli abitanti di queste aree votano sindaci riconosciuti solo da loro stessi, utilizzano una propria moneta, hanno infrastrutture, scuole e ospedali gestiti direttamente da Belgrado. Cercano, tra molte difficoltà, di custodire e rivendicare una propria autonomia dallo stato kosovaro.

Gran parte dei politici e dei media di parte albanese considerano gli abitanti di quest’area solamente degli “invasati” che puntano a destabilizzare il Kosovo. L’esistenza stessa di questi villaggi viene spesso definita come un cancro interno al territorio dello stato. Tra i nazionalisti serbi, invece, gli abitanti della parte nord del Kosovo vengono elevati al rango di eroi, in quanto ultimi autentici difensori di una patria quasi perduta.

Il nostro obiettivo è stato quello di provare a raccontare la realtà quotidiana di queste “enclave” serbe attraverso le immagini e le voci di chi le abita.

La realtà che abbiamo incontrato ha vari volti, che però non coincidono quasi mai con quelli che gli stereotipi vorrebbero imporre. Ha il volto annoiato dei ragazzi del villaggio di Goraždevac, che sognano di emigrare in Europa, stanchi di vivere in un paesino di mille anime, dal quale non vogliono uscire perché temono di essere aggrediti. O quello impaurito dei rimpatriati di Žač, che trascorrono la notte con un occhio sempre aperto, in balia di un manipolo di nazionalisti albanesi che ciclicamente scatena delle sassaiole contro le loro case, nell’indifferenza della polizia locale.

E, forse sempre di più, ha il volto scaltro degli abitanti di Klokot, la cittadina dove vengono a galla i paradossi di questo stato dove, ancora oggi, comandano tutti e allo stesso tempo nessuno: politici albanesi e serbi, militari internazionali, ambasciatori, burocrati di Bruxelles, loschi individui abbastanza ricchi per farsi ascoltare. Klokot è la città dove due sindaci serbi si contendono il potere, lavorando per istituzioni rivali; è la città dove i serbi non si fanno problemi a richiedere i documenti dello stato kosovaro, nel tentativo di agevolare la propria vita quotidiana; è la città, infine, dove persino gli albanesi scendono a compromessi, richiedendo la cittadinanza del “nemico” serbo pur di ottenere un visto lavorativo valido in Europa.

Questo è “Kosovo versus Kosovo”, un viaggio attraverso i paradossi e le difficoltà di una realtà troppo presto dimenticata dai media e dai governi occidentali.

Sinossi breve:

A tredici anni di distanza dalla guerra, le zone abitate dai serbi all’interno del Kosovo indipendente formano un vero e proprio Stato dentro lo Stato. Piccole “enclave” monoetniche sulle quali il governo del Kosovo non ha alcuna autorità. Gli abitanti di queste aree votano sindaci riconosciuti solo da loro stessi, utilizzano una propria moneta, hanno infrastrutture, scuole e ospedali gestiti direttamente da Belgrado. Ma vivono senza libertà di movimento e senza lavoro, evitando di addentrarsi nelle città albanesi per paura di subire aggressioni. Una situazione che ha spinto a lasciare il Kosovo oltre duecentomila serbi. Viaggio attraverso una realtà dimenticata dai media occidentali.

Scheda tecnica:

regia, riprese e montaggio: Valerio Bassan & Andrea Legni
voce fuori campo: Tommaso Caporali
musiche originali: Valerio Bassan
grafiche: Maddalena Oppici
traduzioni: Jelena Urošević
progetto grafico: Elena Brenna
con il contributo di: : Domenico Palazzi e Jovan Zlatičanin

durata: 52min
formato: DVD PAL 16:9 anamorfico
audio: stereo
lingue originali: italiano, serbo, albanese
sottotitoli: italiano, inglese, serbo