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GATLIF - un cinema nomade

GATLIF - un cinema nomade - cinemAnemico

“La musica è parte fondamentale di ogni esilio. Quando ti trovi a dover lasciare la tua terra, non puoi portare con te più di qualche valigia. Il resto, devi lasciarlo tutto lì, il paesaggio, le piante, tutto... Una cosa che puoi portare con te è la musica, e per lungo tempo la musica degli immigrati rimane in esilio anche lei, non la si può ascoltare alla radio o alla tv. Ma la musica continua ed esistere, ed è ciò che tiene uniti i popoli in esilio e che li fa integrare con quelli che li ospitano”.

 

Venerdì 5 aprile 21.30

Un documentario sui viaggi, le musiche, le danze dei gruppi gitani provenienti da Rajastan, Egitto,Turchia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Francia e Spagna

 

 

LATCHO DROM

 

Un film di Tony Gatlif. Documentario, durata 103 min. - Francia 1993.

 

Immagini, musiche, danze, luoghi, persone ci accompagnano in un viaggio meraviglioso dall’India alla Spagna che non ha bisogno di traduzioni o sottotitoli.

Un popolo percorre una lunga strada mostrandoci  la sua evoluzione musicale che si trasforma via via, fino ad approdare al flamenco.

 

L’unica didascalia è all’inizio del film e recita più o meno così:

 

“Partiti al Nord-Ovest dell’India quasi mille anni fa per delle ragioni ancora sconosciute, i gitani hanno battuto le rotte d’Europa, d’Egitto, dell’Africa del Nord… Nel corso di questo lungo periplo attraverso le frontiere dell’India, i termini di gitano, halab, tsigane, bohémien, gypsy… sono stati dati al popolo ROM.”

Venerdì 12 aprile 21.30 

  La complessa realtà della vita degli zingari

 

 

 

LES PRINCES

 

Un film di Tony Gatlif. Con Gerard Darmon, Muse Dalbray, Celine Militon

Drammatico, durata 87 min. - Francia 1982.

 

Un regista gira un film sulla complessa realtà della vita degli zingari. Nara, ripudiata la vita nomade e la moglie colpevole di usare anticoncezionali, vive con la madre e la figlia alla periferia di una grande città francese. Sfrattati dalla polizia, i tre zingari si incamminano a piedi verso la città nella quale vive un avvocato loro amico, seguiti dalla moglie di Nara, che non ha mai smesso di amarlo. Durante il viaggio, la vecchia matriarca, custode delle antiche tradizioni gitane, muore, ma il peregrinare della sua gente non avrà mai fine.

mymovies.it

Venerdì 19 aprile  21.30

Gatlif si interroga con sincerità sulla sorte degli ultimi tenendo fermo il riferimento a un microcosmo che non sopporta idealizzazioni e astrazioni

 

 

 

 GÉRONIMO

 

Un film diTony Gatlif. Con Céline Sallette, Rachid Yous, David Murgia, Aksel Ustun. Genere Drammatico - Francia, 2014, durata 104 minuti.

 

In una città nel sud della Francia, Nil, una giovane adolescente d'origine turca, fugge da un matrimonio combinato e scappa con l'innamorato Lucky, un giovane gitano. Per evitare le ritorsioni delle loro famiglie, i due scompaiono e provocano un terremoto nel loro quartiere di Saint Pierre. Gemma, detta Geronimo, educatrice del quartiere, farà di tutto per rintracciarli dal momento che Nil rischia di finire tra le mani del fratello Fazil, intenzionato a far rispettare l'onore della famiglia e alla ricerca di una propria identità con il pretesto di tradizioni ancestrali.

cineuropa.org

Venerdì 26 aprile 21.30 

Da Istanbul alla Grecia, un 'road movie' musicale che e`un inno alla liberta`

 

 

DJAM

 

Un film di Tony Gatlif. Con Daphne Patakia, Simon Abkarian, Maryne Cayon, Kimon Kouris Drammatico, durata 97 min. - Francia 2017.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Djam è l’incarnazione dello spirito del rebetiko. Libera, sicura di sé, vive come vuole e la sua gioia è semplice poiché ricomincia a ogni canzone, a ogni incontro, che diventa sempre condivisione, ma l’analogia con il canto greco va oltre. Attraverso questo personaggio che sprigiona purezza, che va in giro senza niente sotto la gonna, sui tetti brucianti dove cammina e dove dorme la notte, a cielo aperto, Gatlif ha anche voluto – spiega, risentito per la regressione della condizione femminile dalla fine degli anni Sessanta – restituire alla donna un’indipendenza che le stanno portando via. Se Djam non si pone il problema delle mutande, o di essere sfacciata, è perché non deve farlo. Non solo lei sa chi è, ma come direbbe Prévert, lei è come è e fa quello che vuole e non deve nascondersi, e fa molto bene perché è così che ci piace.

cineuropa.org

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