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OTTOBRE

OTTOBRE - cinemAnemico
METAL HURLANT   
I MAESTRI DEL CINEMA D'ANIMAZIONE

 

venerdi 2 OTTOBRE 21.30

la planete sauvage

francese subtitle italiano)

Un film di René Laloux. Con JenniferDrake, Eric Baugin, Jean Topart,JeanValmont, Sylvie Lenoir.

Michèle Chahan, Yves Barsacq, Hubert de Lapparent, Gérard Hernandez, Claude Joseph, Philippe Ogouz, Jacques Ruisseau

durata 70 min. - Francia, Cecoslovacchia 1973.

Presentato in concorso al festival di Cannes del '73, il film francese Il pianeta selvaggio, ci sembrò e continua a sembrarci un piccolo capolavoro di fantasia figurativa. Diretto da René Laloux, il film è la riduzione di un romanzo pubblicato nel 1957 da un dentista francese chiamatosi Stefan Wul, che oggi è fra i più noti narratori di fantascienza. Messo nelle mani del pittore Roland Topor (di genitori polacchi ma di educazione parigina), e anche grazie all'attrezzatura tecnica fornita dai coproduttori cecoslovacchi, il romanzo si è trasformato in un lungometraggio a disegni animati di straordinaria suggestione.
Siamo, fra qualche milione di anni, sul pianeta Ygam, abitato dai Draags, un popolo di androidi alti dodici metri, con pelle azzurra e occhi di fuoco, per i quali gli uomini sono come insetti fastidiosi, solo per vezzo, e in via eccezionale, tenuti in casa al guinzaglio. Uno di essi, battezzato Terr, dopo essere stato il balocco d'una bambina Draag, fugge nella foresta, e raggiunge un gruppo di suoi simili costretti a nascondersi nel sottosuolo. I Draags promuovono una campagna per disinfestare la zona, ma gli uomini superstiti riescono a rifugiarsi con due vecchi missili in un altro pianeta, proprio quello, definito selvaggio, in cui i Draags vanno a pensare e a riprodursi. Colpiti nei gangli vitali, i Draags sono costretti a riconoscere l'intelligenza degli uomini e a firmare con loro un patto di amicizia.
Come già notammo due anni or sono, più che per la morale della favola (a Un inno all'educazione, dice lo slogan alludendo a un arnese che nel film simbolizza l'albero della conoscenza) o per i riferimenti a Gulliver, l'opera è attraente per i disegni di Topor. Pur riecheggiando una tradizione surrealista che da Bosch arriva a Buzzati attraverso Savinio e Magritte, egli anticipa con l'immaginazione un futuro, a mezza strada fra il grottesco e il minaccioso, con puntate nel patetico e nel lugubre, al cui fascino non si sfugge. Percorso da sfere aeree trasparenti in cui viaggiano i pensieri dei Draags e da animali che sembrano usciti da un allucinante bestiario un po' gotico e un po' rococò, adorno di piante feroci e dei formidabili ritrovati d'una tecnologia favolosa, il mondo di Topor è dipinto con talento raro, gusto sempre capriccioso, e segno e colore tanto efficaci da farci partecipi di quei drammi assurdi.
Da Il Corriere della Sera, 18 maggio 1975

 

venerdi 9 OTTOBRE 21.30

Les Maîtres du Temps

(francese subtitle italiano)

Regia: René Laloux
Disegni: Moebius (Jean Jiraud)
Durata: 75’ Produzione: Francia/Svizzera/Germania/Ungheria 1981 

Dalla novella L'Orphelin de Perdide di Stefan Wul, Rene Laloux, Jean-Patrick Manchette e Jean Giraud (meglio noto come Moebius), hanno creato un film che resta tutt'oggi uno dei capolavori del cinema d'animazione.

Per il piccolo Piel, perduto nella foresta, l'unico legame con la vita resta Mike, il robot che gli ha lasciato suo padre. Mike invia un messaggio di soccorso, che viene raccolto da un avventuriero dello spazio. Jaffar, amico del padre di Piel. Jaffar cambia rotta e si dirige verso il pianeta per cercare di salvarlo

 

venerdi 16 OTTOBRE 21.30

Gandahar

(francese subtitle italiano)

Regia: René Laloux

Terzo lungometraggio di animazione di René Laloux dopo "Il pianeta selvaggio" e "I maestri del tempoDopo essersi avvalso dei disegni di Roland Topor e di Moebius, è la volta di Philippe Caza. Siamo sempre in ambito fantascientifico e questa volta la fonte letteraria è il romanzo "Les Hommes-machines contre Gandahar di Jean-Pierre Andrevon.
La pacifica città di Gandahar è sconvolta dai misteriosi attacchi di certi Uomini di Metallo e decide di mandare il soldato Sylvain a cercare di capire cosa stia accadendo. Nel suo viaggio, Syl verrà a contatto con verità amare e con scoperte sorprendenti.
Fantasia da vendere per una storia coinvolgente avvolta in un immaginario affascinante.

 

 

venerdi 23 OTTOBRE 21.30

ARZAK RHAPSODY

(francese subtitle italiano)

Regista:  Jean Giraud 

Anno di produzione: 2006  Durata: 50

 

Dal grande Moebius, il genio del fumetto francese, ci arriva questo sorprendente Arzak Rhapsody, serie tratta da una sua opera di culto realizzata nel 1976 e pubblicata sulle pagine della leggendaria rivista francese Métal Hurlant. Arzak Rhapsody è la prima serie d'animazione interamente concepita, disegnata, colorata e realizzata da Moebius.  La durata di ogni episodio è piuttosto breve (circa 5 minuti), ma per situazioni ed atmosfere ognuno di questi lascia un segno indelebile nella nostra memoria e nel nostro animo. Arzak Rhapsody è un viaggio onirico in una realtà immaginaria e reale al tempo stesso, in cui mistero e fantasia si fondono in un unico pensiero. Un'opera dalle atmosfere intimiste e surreali che riesce a toccare le corde più profonde dei nostri sentimenti e della nostra psiche. Un modo di porre domande e di non rispondere volutamente, perchè le risposte ai quesiti le dovremo trovare in ognuno di noi. Arzak è una serie sicuramente particolare che potrebbe non piacere a tutti, ma sicuramente potrà interessare a tutti gli amanti dei titoli sperimentali e surreali o gli estimatori del grande Moebius.
La realizzazione tecnica volutamente spartana lascia poco spazio al tecnicismo e si concentra principalmente sull'introspezione del soggetto, ottenendo un effetto molto fumettistico. Wolfland Pictures si è dedicata alle animazioni in flash e ha donato ad Arzak Rhapsody il giusto effetto "artistico," che rende al meglio i messaggi di Moebius. Vista la particolarità della sua realizzazione tecnica Arzak Rhapsody non può essere paragonato ad altri titoli di animazione che solitamente vi presentiamo nelle recensioni. L'animazione in flash ha i suoi limiti ma grazie alla qualità dei disegni di Moebius i problemi visivi vengono facilmente smussati, e passato il primo impatto la serie riesce a coinvolgere grazie alle intriganti atmosfere della storia. Va segnalato inoltre che la regia è stata curata dallo stesso Moebius e i risultati non possono che essere positivi.
Le musiche di Franck Bruneau sono intimiste e svolgono ottimamente il compito di tappeto musicale per la serie.

 

venerdi 30 OTTOBRE 21.30

Les enfants de la pluie

(francese subtitle italiano)

Un film di Philippe Leclerc.
, durata 86 min. - Francia 2003

 

L’animazione francese conferma la sua vitalità sfornando un altro interessante prodotto, questo I figli della pioggia ispirato a un racconto fantastico di Serge Brussolo e che già negli anni ’80 René Laloux, celebre per il suo Pianeta selvaggio, aveva tentato di realizzare. La storia combina il fantasy al mitologico al giallo fino al thriller e ricorda le dinamiche descritte da Aida degli alberi di Manuli. In qualche parte dell’universo il popolo degli Hydross e quello dei Pyross si fronteggiano senza tregua. I primi hanno necessità dell’acqua, i secondi del fuoco e in questi due bisogni diametralmente opposti si sconta uno scontro irriducibile fino a quando l’amore tra Skan, giovane guerriero Pyross, e la bella hydroniana Kallisto introduce un cuneo tra le due civiltà e che divarica secoli di odio permettendo alla tolleranza di fare il suo corso. Poetico e ottimista ma non nella direzione del fasullo melenso di Tonino Guerra, questo film di Philippe Leclerc, uscito in sordina, dimostra che in Europa ancora è possibile un’animazione alternativa ai modelli nippoamericani, adulta e caratterizzata dal disegno “contaminato” di Philippe Caza, e dagli affascinanti sfondi che occhieggiano a
Moebius     
26/10/2009 18:22 commenti (0)