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NOVEMBRE

NOVEMBRE - cinemAnemico
DISPERSI
VIAGGIO NEL  CINEMA NON DISTRIBUITO NORDAMERICAN
venerdì 5 novembre 21.30
(inglese subtitle italiano)
Drammatico, durata 130 min. - USA 2006.
l gioco della redenzione e del senso di responsabilità si espande per tutto il film mascherato da opportunismo e cinismo, non lo si percepisce almeno fino alla fine in cui sentiamo che è quello il nucleo del nuovo lavoro di Todd Field. LITTLE CHILDREN è una commedia nera ambigua, corale, che ci porta in una America suburbana apparentemente perfetta di giorno per distruggerla di notte, e lo fa senza peli sulla lingua, spezzettando i vari risvolti con la mente ad una casetta su due piani in cui vivono un uomo psicologicamente friabile e custode di un passato orrendo in cui fu condannato per molestie su un minore, e sua madre che ha sempre creduto nella sua innocenza e che si sbatte a trovargli moglie perchè "questa gli lavi i piatti". Un pò il fulcro di un quartiere cinico e fasullo, quello di un'ex femminista con marito ossessionato da una pornodiva del web, quello di un "casalingo" mancato avvocato e di sua moglie, documentarista coinvolta in un progetto sull'America post 11 settembre che non vuole rinunciare e discostarsi dallo status sociale in cui vive, quello di un poliziotto esageratamente suscettibile, perfino quando gioca a football, quello delle pettegole al parco che non riescono a tenere la bocca chiusa o a fare riunioni per parlare dei libri che più le condizionano. Fondamentalmente la perfezione che mostra il volto maligno non rivelandosi come tale è un cazzotto nello stomaco, e Field ha una naturale consapevolezza nei propri mezzi con la quale riesce a filmare una profondità senza fine e l'ottusa progressione dell'infedeltà e dello scetticismo. Una scena come quella della piscina in cui Ronnie rimane solo con pinne e maschera mentre tutti gli altri gli stanno intorno a bordo vasca riesce a trasmettere grande forza negativa ma non è il solo punto di forza del film. La coralità delle vicende impatta in un finale violento ma chiarificatore, in cui le ombre del passato vengono lasciate al loro destino e il futuro rimane da scrivere nel migliore dei modi possibili. Chiaramente LITTLE CHILDREN è film d'attori, e c'è l'imbarazzo della scelta, perchè non è giusto parlare solo di una Kate Winslet in formissima, ma è bene anche citare una Jennifer Connelly pressochè perfetta (la scena della cena e i giochi di camera nel mettere a fuoco e sfocare sono magistrali), un bravissimo Patrick Wilson, e l'interpretazione evolutiva di Jackie Earle Haley, bravo a delineare sfumature umane allontanandosi dalle direzioni banali che il suo personaggio poteva intraprendere (vittima o carnefice). E un film di sguardi e silenzi, di oggetti, di monili e orologi, di quel lungo e disturbante fischio del treno in arrivo, e di quei vialetti in cui è dipinta un'America apparentemente sicura di sè, ma in realtà fragile e bigotta.
 
venerdì 12 novembre 21.30
 cold soulS
(inglese subtitle italiano)
Drammatico, - USA 2009.
Il film ha come protagonista un attore, Paul Giamatti (interprete di se stesso), che è in crisi per a sua interpretazione di zio Vanya nell’omonima opera di Cechov. In preda all’ansia, decide di rivolgersi a un’azienda che promette di alleviare le sofferenze delle persone congelando le anime dei propri clienti. Ne nasce una narrazione che solca il confine fra finzione e realtà, fra assurdo e razionale, fra mentale e materiale.
venerdì 19 novembre 21.30
YOU DON'T KNOW JACK
(inglese- subtitle italiano)
Film TV, Biografico, durata 134 min. - USA 2010.
“You Don’t Know Jack” è un film per la tv americana diretto dal premio Oscar Barry Levinson (e interpretato da Al Pacino, John Goodman e Susan Sarandon) che è valso ben 15 nomination agli Emmy 2010.
“You Don’t Know Jack” racconta la storia davvero impressionante di Jack Kevorkian, il medico in pensione soprannominato “dottor morte” che negli anni ’90 fece grandissimo scandalo (fino a finire in prigione condannato per omicidio) per aver praticato l’eutanasia a più di 130 pazienti giunti allo stadio terminale della loro malattia che chiedevano coscientemente di morire per poter finalmente smettere di soffrire inutilmente.
“You Don’t Know Jack” affronta un tema difficilissimo, delicato, coraggioso, inquietante: quello del suicidio assistito (eutanasia) a fronte di quelle malattie che non danno alcuna possibilità di guarigione. Un tema scabroso, che in pochi si sentono di affrontare (arriverà mai un lavoro importante come questo in Italia?) ma che invece si dovrebbe trovare il modo di affrontare senza paura e soprattutto con tanta, tantissima, infinita umiltà (che supponenza quella di chi crede di avere certezze in questo campo!).
Vedere “You Don’t Know Jack” non è facile, non è divertente ed è lontanissimo dall’essere “light”. Eppure la visione di questo film dovrebbe essere in un certo senso obbligatoria per tutti, perché ci sono cose dalle quali è inutile scappare, poiché in un modo o in un altro, da vicino o da lontano, ci toccano tutti e ci insegnano che non sempre è possibile avere certezze su cosa sia giusto e cosa sbagliato, specie quando certi terribili drammi o dilemmi non toccano, fortunatamente, a noi.



 
venerdì 26 novembre 20.00


26 NOVEMBREOre 20.00 Cena Afgana, ore 21.30 proietteremo il film “Alle cinque della sera” di Samira Makhmalbaf.    per il Centro di Alfabetizzazione e Formazione Femminile di Kabul.       

                      La campagna “+ Donna. Per i diritti delle donne del mondo” si rivolge a 6 Paesi in cui COSPE lavora sulle tematiche di genere e sulle pari opportunità: Afghanistan, Albania, Egitto, Palestina, Senegal, Somalia. In questi contesti, infatti, la donna viene relegata a una posizione di inferiorità pur rappresentando la principale forza-lavoro e il fulcro delle comunità. Nonostante questo è ancora bersaglio di politiche che impongono loro codici di comportamento, forme di abbigliamento, modelli estetici a cui non possono sottrarsi
                
Panj é asr
(Farsi subtitle italiano)
Un film di Samira Makhmalbaf. Con Agheleh Rezaïe, Abdolgani Yousefrazi, Razi Mohebi, Herzieh Amiri Titolo originale Panj é asr. Drammatico, durata 105 min. - Iran
“Alle cinque della sera...”. I versi di Federico Garcia Lorca si stendono come un sudano su questo film di Samira Makhmalbaf fino a impregnare ogni suo risvolto di un malinconico sapore di morte, ma nello stesso tempo anche di una dolente e ineluttabile sacralità. Segno che la poesia, come il dolore, non conosce confini e che, come ha detto Pablo Neruda, nessuna lirica appartiene al suo autore, ma a chi la sta leggendo. Le parole di Garcia Lorca seguono una donna afghana e l’accompagnano mestamente nel suo destino. ..questo film è ambientato in Afghanistan, poco dopo la caduta del regime dei talebani. Tema: la condizione femminile in quel tormentato Paese, liberato (fino a che punto?) e da ricostruire, con il peso di troppi strascichi del passato. Si racconta di Nogreh, una ragazza che decide di frequentare la scuola senza dire nulla in famiglia, perché il padre integralista le vieterebbe sicuramente di farlo. La ragazza vuole studiare a tutti i costi perché ha un singolare obiettivo, emblematico del suo desiderio di emancipazione: da grande vuole diventare Presidente della repubblica. Fin qui, Ia prima parte del film con molte scene rubate per le strade di Kabul. Poi il padre decide di partire con le figlie per il deserto perché la vita cittadina è corruttrice della morale familiare.